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                     Eragorn

 

Alcune delle mie storie sono pubblicate sul sito di erikafanfiction.

 
Il fiume nel Vlei di Mirwen
 

Il vecchio si alzò dal letto stiracchiandosi. Si preparò e impugnò il fucile e si diresse verso il bush. L’oscurità notturna dava un aspetto spettrale al sentiero, all’orizzonte niente faceva supporre che il sole volesse uscire dal suo “sonno” notturno.

Camminava, nell’oscurità pregando che la stanchezza dei suoi settantacinque anni non arrivasse ad intralciare la sua battuta di caccia. Il vento gli torceva contro le fronde degli alberi quasi a bloccare la sua marcia. Uscì dal bush inoltrandosi nei campi addormentati della tenuta, le stelle illuminavano il suo passo affannato, rivolse solo uno sguardo all’orizzonte, ad est un misero bagliore cominciava ed estendersi e cancellava il buio inchiostro della notte.

Si acquattò nell’erba alta aspettando che gli uccelli si svegliassero.

L’ombra si cominciò a stendere nel vlei, e i primi uccelli si alzarono in volo. Giusto il tempo di scorgere la faraona e un tuono solcò l’aria, gli uccelli scapparono e il silenzio piombò nel vlei, solo lo scrosciò lontano di un fiume risuonava in quel silenzio. L’uomo si avvicinò alla sua preda  la prese e la legò alla vita. Camminò verso il fiume sperando di incontrare altre faraone e di ucciderne altre, così avrebbe fatto felice la famiglia.

Si fermò davanti al precipizio lungo il fiume e si sedette su una roccia. Si guardò intorno quel posto gli era famigliare. Guardò le mani ossute e callose e sospirò “Ho settantacinque anni!” guardò il fiume scorrere inesorabile davanti a lui. Si ricordo quel giorno di sessanta anni prima, quando, nello stesso posto, si era sentito libero, libero di sognare, libero di vivere la vita. “Settantacinque anni” ripeté mentre la malinconia riempiva i suoi occhi, era tutto come allora: il fiume, il vlei, l’alba, solo lui era cambiato, era invecchiato.

“Tutto sembrava più facile allora!” disse guardando lontano, oltre il vlei, là dove c’era la sua casa “Allora tutta la vita mi apparteneva. Io ero il mondo e il mondo era mio. Quante speranze avevo nel cuore. E ora la vita, il mondo, la felicità mi stanno scivolando dalle mani. Stanno scorrendo via da me come questo fiume, che fu partecipe della mia gioia di vivere, della mia consapevolezza di avere tutta una vita davanti. Ora, sarà testimone della mia nostalgia, nata dalla coscienza che la vita può finire.” Prese in mano la faraona e la guardò “Tu lo sai meglio di me, faraona, un attimo prima si vive e un attimo dopo si può essere già morti. Quanto mi mancano quei giorni in cui la vita mi sembrava eterna e dove pensavo che la mia felicità non sarebbe mai finita.” Il vecchio con le lacrime agli occhi guardò il fiume per l’ultima volta, per poi allontanarsi verso casa, mentre il sole rischiarava il vlei.