Storie originali
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| Fan Fiction: Harry Potter |
Alcune delle mie storie sono pubblicate sul sito di erikafanfiction.
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| La morte della notte di Mirwen | |
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Era stata tutta la mia vita. Crescere a Sparta per una donna era più semplice che nelle altre poleis, o almeno così avevo sentito dire... Da ragazza sono stata allenata, sono stata curata solo perché come madre dovevo essere forte, così da dare a mio marito una discendenza sana. Hanno tentato di cancellare la tenerezza dal mio cuore facendomi danzare nuda davanti a tutti, durante le feste... però di una donna non si può cancellare la tenerezza, il fatto di essere madre e di amare quelle piccole creaturine che una volta cresciute diverranno Uomini e Donne. È strano da immaginare che una creaturina così piccola, fragile un giorno potrebbe diventare un guerriero forte e robusto... Già potrebbe... Però non può... Mi chiedo se in qualche modo è colpa mia... Che quella gambina un po' più corta sia colpa mia... Se lo è dove ho sbagliato e soprattutto perché? Perché spegnere una vita che si è appena accesa? Perché interrompere quei primi battiti del suo cuore? Lo sento quel piccolo pulsare mentre lo stringo al petto... Camminiamo in silenzio sulla strada sassosa che porta alla sommità del Taigeto. A ogni passo mi sento morire... Ogni passo mi avvicina a quel “addio”... A ogni passo una lacrima d'argento scende dai miei occhi... No, non sono riusciti a cancellare la tenerezza dal mio cuore Perché l'amore per un figlio è una cosa che non si può cancellare. Nemmeno io so cosa stia provando in quel momento... Mentre cammino è come se una parte di me si frantumasse... Come se stessi perdere una parte di me... Forse è così... Sto perdendo una parte di cuore... Sento il suo piccolo respiro: calmo, regolare... Abbasso lo sguardo su di lui... Così tenero, fragile, innocente... Non l'avevo nemmeno guardato per tutta la strada per paura di affezionarmene... Però capisco che è inutile... L'amavo già prima che venisse al mondo... Lui è innocente, perché dovrebbe morire, perché? Domanda senza una risposta... Io non posso oppormi, forse la sua unica colpa è quella gamba... O forse quella è una mia colpa... Non mi do pace. Mi stringo le spalle nel mantello e così facendo stringo al petto quella piccola vita, quasi a non lasciarla andare, quasi a volerla proteggere. Ora lo ammetto sto piangendo... Lo guardo ancora... quell'espressione beata, rannicchiato tra le mie braccia, i pugni vicino al volto... Arriviamo, mi fermo... Lui sta ancora dormendo: tranquillo, non sa che non si sveglierà più... Non sa che non sentirà più la mia voce... O forse sono io che non accetto... Non accetto di non sentire più il suo pianto, il suo richiamo... Di non sentire la sua voce cambiare da quella squillante di bambino a quella profonda di un uomo... Di un uomo, lui non lo sarà mai... Nonostante lo stia ancora tenendo tra le braccia, mi manca già più della vita... Gli accarezzo il viso con un dito, ne segno i lineamenti, così da portarli nel cuore, di ricordarli per sempre... Con la forza uno degli esaminatori me lo toglie dalle braccia... Non riesco a vedere il suo volto, il sole non è ancora sorto, ma so che lo maledirò per sempre! Lo sento piangere, gridare... Vorrei prenderlo fra le braccia e calmarlo, cullandolo in un dolce abbraccio, ma riesco solo a stare in mobile, sussurrando il suo nome... Quel nome che lui non userà mai... Le lacrime, che ormai copiose scendono dagli occhi, mi offuscano la vista, però forse è meglio... Non capisco chi lo sospende sopra il baratro...
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Chiudo gli occhi non ce la faccio! Sento il suo pianto spegnersi... Ora c'è solo il silenzio... Solo silenzio... Silenzio fuori, dentro e tutto intorno a me... Un raggio di sole spunta da dietro l'orizzonte, illuminando il mio volto segnato dalle lacrime... La notte è morta assieme a mio figlio...
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Foto di BabyBear89 |
